Autostima: cos’è e come migliorarla

Che tu creda di farcela oppure no, avrai comunque ragione
Henry Ford

COS’È L’AUTOSTIMA?

Secondo la definizione di Nathaniel Branden (1994), psicoterapeuta, scrittore statunitense ed autore del famoso libro “I sei pilastri dell’autostima”, l’autostima è:

la disposizione a considerare sé stessi come dotati della competenza necessaria per affrontare le sfide fondamentali della vita e meritevoli di felicità”.

L’autostima è influenzata da fattori interni, come credenze, idee, valori e comportamenti, e fattori esterni, quali esperienze avute con i genitori, gli insegnanti, i professori universitari, i datori di lavoro ecc.
Avere un buon livello di autostima è molto importante perché influenza a 360° il benessere psicologico di una persona. Il senso del proprio valore ha un ruolo fondamentale nella tipologia di emozioni che proviamo ogni giorno, nella scelta del partner, nella qualità delle relazioni amorose e familiari, nel lavoro che svolgiamo e nel rapporto che abbiamo con la nostra immagine corporea.

Affrontare la quotidianità con una bassa autostima rappresenta un grave svantaggio e porta a provare frequentemente vergogna, senso di colpa, sensazioni di inadeguatezza e mancanza di accettazione di sé. Contribuisce nella scelta di partener disfunzionali e nel mantenimento di relazione nelle quali ci sentiamo infelici e insoddisfatti. Influenza le decisioni in ambito formativo e lavorativo. Favorisce inasprirsi della conflittualità con il nostro corpo.
Due concetti risultano fondamentali nella comprensione della formazione dell’autostima:
il sé reale ed il sé ideale.
Il sé reale corrisponde a chi siamo, ovvero ad una visione oggettiva e realistica delle proprie risorse, dei propri limiti e dei risultati ottenuti.
Il sé ideale corrisponde a come l’individuo vorrebbe essere. L’autostima per cui si forma dal confronto tra i risultati delle nostre esperienze e le aspettative ideali. Maggiore sarà la discrepanza tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere, minore sarà la stima per se stessi.

CONFRONTO TRA LE CARATTERISTICHE DELLE PERSONE CON
ALTA AUTOSTIMA E DELLE PERSONE CON BASSA AUTOSTIMA

COSA SIGNIFICA AVERE UNA BUONA AUTOSTIMA?

  • Avere amor proprio
  • riconoscersi un certo valore
  • trattarsi con rispetto
  • essere consapevole delle proprie capacità e dei punti di debolezza
  • proteggersi nell’intimità.

LE PROFEZIE CHE SI AUTOAVVERANO

Alla base dell’autostima ci sono molteplici credenze su se stessi e sugli altri che creano una serie di aspettative implicite su ciò che è possibile per noi e su ciò che ci meritiamo.
Le credenze negative generano aspettative negative, che favoriscono l’insorgere di sentimenti di paura, insicurezza e senso di colpa. Questa condizione porta a fallire, a tradurre in realtà i nostri pensieri e a rafforzare l’autovalutazione negativa di sé, che alimenta il circolo vizioso (Branden, 1994)

Le credenze negative sono spesso inconsce e difficili da modificare perché legate ad esperienze infantili traumatiche.
Al contrario le credenze positive ci portano ad avere aspettative positive sul nostro futuro, che generano un senso di sicurezza. La fiducia in sé contribuisce a raggiungere i propri obiettivi e ad alimentare un’autovalutazione positiva, che sostiene il circolo virtuoso (Branden, 1994)

La stima di sé quindi- alta o bassa che sia- tende a generare profezie che si autoavverano. I nostri pensieri contribuiscono a costruire la nostra realtà in modo massiccio e pervasivo. Sono moltissime le persone che si autosabotano in modi diversi, ad esempio attraverso:

  • la scelta di un compagno non disponibile
  • il rimanere in un matrimonio infelice
  • lo svolgere un lavoro frustrante
  • l’incapacità di godersi i propri successi
  • abitudini alimentari e di vita distruttive
  • un bisogno insaziabile di approvazione

È POSSIBILE AVERE TROPPA AUTOSTIMA?

No, non è possibile e spesso si confonde l’autostima con l’arroganza. Questo atteggiamento non è indice di sicurezza, ma al contrario di una bassa stima di sé. Le persone con una buona autostima non hanno bisogno di ostentare, di confrontarsi con gli altri e di sentirsi superiori. Il narcisismo, ovvero la tendenza e l’atteggiamento psicologico di chi fa di sé stesso, della propria persona, delle proprie qualità fisiche e intellettuali, il centro esclusivo e preminente del proprio interesse e l’oggetto di una compiaciuta ammirazione, mentre resta più o meno indifferente agli altri, di cui ignora o disprezza il valore e le opere, deriva cela profondi sentimenti di vergogna e disprezzo di sé.

COME SI PUÒ MIGLIORARE LA PROPRIA AUTOSTIMA?

1. DIVENTARE CONSAPEVOLI DELLE PROPRIE CREDENZE NEGATIVE

È necessario capire su quali aspetti di noi stessi dobbiamo lavorare. Per farlo può essere utile fare attenzione al modo in cui parliamo con noi stessi e scrivere nero su bianco i nostri pensieri negativi, come ad esempio:

  • non sono all’altezza
  • non mi laureerò mai
  • non merito di essere amato
  • non avrò mai un buon lavoro
  • non supererò mai quell’esame
  • sono inadeguato
  • faccio schifo
  • sono uno stupido
  • non ne faccio mai una giusta.
2. AUMENTARE IL PROPRIO SENSO DI AUTOEFFICACIA

Il senso di autoefficacia riguarda le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per produrre determinati risultati (Bandura, 1997). Per migliorarlo bisogna agire in modo da non farsi guidare dalla paura e dalle nostre convinzioni limitanti, mettersi in gioco ed agire in modo diverso.

3. LAVORARE SULLE PROPRIE ABITUDINI

Possiamo aumentare la nostra autostima partendo da un’abitudine disfunzionale, che mina quotidianamente la stima di sé. Consiglio di individuare un aspetto specifico da modificare, come ad esempio mangiare troppo, fumare, non fare esercizio fisico, procrastinare, non studiare ecc e impegnarsi nel cambiamento per almeno 30 giorni consecutivi.

4. DIMINUIRE IL PERFEZIONISMO

L’eccessivo perfezionismo paralizza ed alimenta la procrastinazione, ovvero la tendenza a rimandare a domani per non affrontare i compiti quotidiani. Sarebbe importante avere aspettative realistiche ed abbandonare standard eccessivamente elevati, che portano a frustrazione e delusione.

5. UTILIZZARE LA TECNICA DELLA VISUALIZZAZIONE

La Visualizzazione è una rappresentazione mentale consapevole di qualcosa che non è presente davanti a noi in quel momento. Le immagini mentali possono appartenere al passato o al futuro, possono essere spontanee oppure volontarie. Le tecniche di visualizzazione sono un’efficace strumento terapeutico per ridurre lo stress, l’ansia o superare paure, migliorare prestazioni mentali e fisiche e generare cambiamenti desiderati.

Bandura, A. (1997). Self-Efficacy: The Exercise of Control, WH Freeman, New York, NY, USA.
Branden, N. (1994). I sei pilastri dell’autostima. Tr. 2012 TEA- Tascabili degli Editori Associati, Milano.

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